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Potremmo riassumere nel motto "da una grande portarnza deriva anche un grande vortice di avviamento".

Sostanzialmente, dopo almeno 3 teorie della portanza sbagliate:
https://www.grc.nasa.gov/ww...
https://www.grc.nasa.gov/ww...
https://www.grc.nasa.gov/ww...

Si e' arrivati a quella corretta:
https://www.grc.nasa.gov/ww...

ovvero che la portanza si genera per effetto della circuitazione della velocità attorno al profilo alare, ovvero si genera mettendo in movimento il fluido intorno al profilo, nello specifico forzando una grandissima quantità d'aria a cambiare il suo stato e la direzione del suo fluire.

Quando un aereo parte la portanza è nulla e l'aria attorno è in stato di quiete. Mano a mano che l'aereo acelera e raggiunge la velocità critica di decollo, l'aria attorno alle ali viene messa in movimento rotazionale, e comincia a genereare una "circolazione" che essendo nel mondo reale, con ala finita e viscosità, finisce per staccarsi dall'ala. Questo vortice che finisce nel flusso è di intensità uguale a quello che si crea sull'ala e che genera la portanza, ma di verso opposto per la conservazione della quantità di moto:
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Immagina che ad ogni istnate si stacchi dall'estremità dell'ala una serie di vortici che si raccolgono dietro e non si dissipano subito, ma si diffondono tutto intorno e si propagano come le onde che genera un sasso gettato nello stagno.

Ad esempio, questo è quello che fa un piccolo mono elica:
https://upload.wikimedia.or...

Questi vortici sono tanto più grandi e tanto più permanenti quanto più è ciccione l'aereo che deve partire, perché va generata tanta portanza per sollevarlo.

A questo va aggiunto la turbolenza dovuta al flusso dei motori e tutto il resto dei disturbi dovuti alla grossa massa d'aria spostata dalla fusioliera.

Risultato? Quando parte l'A380 devi aspettare una vita prima di far decollare/atterrare un altro aereo in sicurezza, altrimenti sarebbe sottoposto ad un aria molto turbolenta proprio quando si trova nella situazione peggiore: bassa velocità e ipersostentatori fuori.